domenica 27 ottobre 2013

domenica 27 gennaio 2013

Fwd: LA MIA BELLISSIMA SIENA ALLA RICERCA DELLA SUA ANIMA – lo Straniero



 Godibilissimo articolo di Socci alla ricerca delle radici perdute, lavoro a cui siamo chiamati tutti nel luogo dove siamo per riconoscere le derive e gli impazzimenti del vivere sociale e politico!


LA MIA BELLISSIMA SIENA ALLA RICERCA DELLA SUA ANIMA

Scivolare sulla finanza derivata. Tragicomico destino quello del Monte dei Paschi, l'unica banca – che io sappia – che sia stata celebrata in un'opera letteraria: i "Cantos" di Ezra Pound.
Celebrata dal poeta americano perché nei suoi Statuti seicenteschi scoprì una banca per il popolo che si fondava sulla fertilità della terra e sul lavoro, al contrario del modello della Banca d'Inghilterra.
Siena per Pound era il simbolo della lotta allo strapotere della finanza e dell'usura.
Non so se ora Siena perderà la "sua" banca. Mi addolora molto di più che – da tempo – abbia perso la sua anima. "Che vale all'uomo guadagnare il mondo intero se poi perde se stesso?".
Fra l'altro è proprio l'anima cristiana della città (oggi dimenticata) che è storicamente alle origini delle sue fortune (anche economiche) e della sua gloria.
Lo sanno gli attuali padroni di Siena e i suoi cittadini?
Sta scritto perfino nel simbolo più antico della sua ricchezza, la moneta della Repubblica di Siena, che riportava la formula: "Sena vetus Civitas Virginis". Città della Vergine. Non era un'espressione celebrativa, ma giuridica e politica.
A tutte le mire dei conquistatori che, nei secoli, si affacciavano all'orizzonte, Siena opponeva la sovranità della sua Regina, la Madonna, garante della libertà e dell'indipendenza della città.
E' a lei, l' "Advocata senensium", che sempre la città si è affidata, perfino con atto notarile, nei momenti di pericolo (dalla battaglia di Montaperti alla "peste nera" del XIV secolo, dai terremoti fino alla Seconda guerra mondiale).
Anche il famoso ciclo di affreschi politici, detti del Buongoverno e del cattivo governo, realizzato da Ambrogio Lorenzetti nel palazzo pubblico, in filigrana, celebra proprio la regalità di Maria su Siena.
Non a caso a Siena tutto parla di lei e canta la più "umile e alta" delle creature.
Dal campanone della Torre del Mangia (si chiama "Sunto" in onore della Madonna Assunta) alla Cattedrale che è un poema di marmo, un trattato di teologia della storia incentrato su Maria; dal Palio (sia quello di luglio che quello di agosto sono feste della Vergine) allo stesso simbolo della città, quella Balzana (lo scudo bianco e nero) che rimanda al bianco e nero della Cattedrale.
Secondo il Gigli, ripreso dal Vannini, la balzana senese sarebbe la "realizzazione araldica dell'aretologia mariana (castità e umiltà) o addirittura (si potrebbe aggiungere) delle Sue ossimoriche attribuzioni (umile e alta, vergine e madre) o del mistero della Sua maternità (Verbum caro)".
Alla Madonna è dedicato anche l'Ospedale che sorge ai piedi della cattedrale, fondato nel X secolo dai canonici del Duomo per i bambini esposti e i pellegrini. E' uno dei più antichi e gloriosi ospedali del mondo.
L'immagine della Madonna a Siena si trova dovunque, da tutti i palii alle antiche biccherne (le tavole dei libri contabili), dalle porte della città all'altar maggiore della Cattedrale (dov'era posta la Maestà di Duccio), dalla sala del palazzo pubblico, dove si trova la Maestà di Simone Martini, ai crocicchi delle strade.
La stessa della piazza del Campo ha la forma del mantello della Madonna della misericordia, l'icona dove tutta la città si raccoglie sotto la protezione della Madre di Dio.
Dicevamo della moneta con la scritta mariana.
Perduta la "Civitas Virginis" (cioè la fede che era il vero tesoro della città), oggi si perde anche la "moneta", ovvero la banca e la prosperità.
E' inevitabile, perché quella prosperità germogliò e fruttificò su un terreno spirituale, di forti valori cristiani.
Il Monte dei Paschi – la più antica banca del mondo – nasce infatti come monte di pietà. I monti di pietà sono quelle istituzioni finanziarie senza scopo di lucro pensate dai francescani, e fondate alla fine del XV secolo, per aiutare la crescita economica dei ceti più disagiati e sottrarli da una parte alla miseria, dall'altra all'usura.
C'è soprattutto un santo francescano di Siena, san Bernardino (sulla scia del francescano Giovanni Olivi), alle origini della teoria dell'utilità soggettiva in economia. Luigino Bruni e Alessandra Smerilli hanno dimostrato nel libro "Benedetta economia" che proprio i francescani (e prima i benedettini) hanno posto le basi del sano pensiero economico e della prosperità dei nostri popoli (Rothbard lamentava che gli economisti si fossero poi allontanati dai pensatori cattolici).
E' quella che Stefano Zamagni ha chiamato "l'invenzione dell'economia di mercato civile".
Ma la Siena di oggi neanche ricorda che san Bernardino – una grande figura – è un santo di questa città. Così come santa Caterina, che è patrona d'Italia, compatrona d'Europa e dottore della Chiesa, ma il cui santuario, a Siena, è pressoché sempre deserto e dimenticato.
Piccolo emblema di questo smarrimento dell'identità e della memoria è stato – tre anni fa – il palio dove attorno al volto della Madonna sono stati disegnati alcuni versetti del Corano, la sura 19. La banale Sinistra del politically correct lasciava il segno di un superficiale sincretismo.
E' sempre stato problematico per una classe politica non raffinatissima come quella del Pci (poi Pds, Ds e Pd), amministrare una città così carica di storia, di cultura, dove tutto parla della sua antica fede cristiana.
Agli inizi del Novecento Siena era una città in parte ancora cattolica e laica. Un po' isolata e asfittica come appare nei romanzi di Federico Tozzi.
Dal 1945, con l'urbanizzazione di molti nuclei familiari dalle campagne, il Pci conquista la maggioranza e negli enti locali assume il potere, tenuto pressoché senza interruzione fino ad oggi (sono 67 anni).
Ma la borghesia senese, un po' laica, un po' cattolica, ha governato istituzioni importanti come l'Ospedale, il Monte dei paschi e l'Università (anch'essa fondata, nel 1240, in pieno medioevo cristiano).
Con i decenni il potere della Sinistra si è allargato sempre più. Vent'anni fa solo il Monte, governato da Dc e socialisti, faceva eccezione. Ma da allora, dalla nascita delle Fondazioni, gli enti locali rossi hanno preso il sopravvento. E la Sinistra a Siena domina senza rivali e senza alcuna opposizione.
Esprime però una classe politica che sembra del tutto estranea alla grande storia della città. Ricordo che negli anni Ottanta il Pci tirò fuori un manifesto per le elezioni che raffigurava la Piazza del Campo. Volevano così celebrare il loro buon governo.
Come se quella piazza di sogno l'avessero fatta loro. Ahimé il Pci a Siena ha saputo fare solo una quartiere satellite, San Miniato, che, nella sua triste bruttezza, ricorda le grigie periferie dei regimi dell'Est. E' il perfetto simbolo dell'epoca rossa.
Sono rarissimi (uno o al massimo due) i dirigenti comunisti che abbiano saputo sintonizzarsi con la spiritualità e la storia di Siena. Ma va anche detto che tutti sono stati mandati al potere per decenni dal voto degli attuali senesi.
Siamo un popolo attaccato alle sue antiche tradizioni, ma immemore delle sue origini cristiane. Questa è una città che, grazie al Monte, è vissuta per decenni al di sopra delle sue possibilità e il dorato benessere ha addormentato gli spiriti e annichilito le energie migliori.
Oggi un'eredità immensa (e immeritata) sembra sia stata dilapidata. E la città, bella addormentata, si sveglia in un deserto, senza più un tessuto economico, un'identità e un futuro.
Si ripresenteranno, per il governo del Comune di Siena (e tutto il resto), i soliti che da anni sono sulla scena politica, oltretutto senza alcuna idea del futuro?
Eppure a Sinistra c'è chi riconosce lealmente che "non siamo stati all'altezza". Possibile che non si sentano in dovere di cambiare tutto?
L'unica speranza per questa bella città è la discontinuità: che facciano tutti un passo indietro, emergano nuove energie, nuove idee e nuovi volti.
Questo cataclisma potrebbe portare una rinascita. Ma prima che la sua banca, Siena deve ritrovare un'anima.

Antonio Socci
Da "Libero", 27 gennaio 2013
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domenica 1 gennaio 2012

Fwd: Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci



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Inizio messaggio inoltrato:

Da: lo Straniero <antonio.socci.web@gmail.com>
Data: 01 gennaio 2012 09:04:44 GMT+01:00
A: mpoloni@yahoo.com
Oggetto: Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci

Lo Straniero - Il blog di Antonio Socci


Per cosa ringraziare? IL MIO "TE DEUM" DI FINE ANNO (con un augurio a tutti voi)

Posted: 31 Dec 2011 08:26 AM PST

C'è una lirica di Gerard Manley Hopkins intitolata "A che serve la bellezza mortale?". Dove il poeta scrive: "vedi, fa così: tiene calda/ l'intelligenza dell'uomo alle cose che sono;/ a quanto significa il bene".

E conclude: "Basta che l'incontri; riconosci,/ in cuor tuo, del cielo il dolce dono; poi parti, abbandonalo./ Sì, augura, a tutti augura, di Dio la più graziosa bellezza, la grazia".

Perciò il mio "Te Deum" – al tramonto dell'anno Domini 2011 – sta tutto in una riga. Questa: "Ti ringrazio di avermi creato e fatto cristiano".

Come recitavo nelle mie preghiere di bambino che poi sono le preghiere di ogni buon cristiano. Una frase semplice che dice tutto.

Ti ringrazio di avermi creato , di avermi pensato dall'abisso del tempo, di aver voluto proprio me, col mio volto, nella terra di san Francesco e santa Caterina, in questo tempo… di avermi amato dall'eternità        , di avermi dato la splendida famiglia in cui sono nato, di avermi fatto venire al mondo e avermi fatto crescere in questo brandello di terra Toscana, in questo giardino con questo albero di melograno rosso fuoco e questo grande tiglio profumato, sotto un cielo così azzurro.

E – dopo avermi chiamato dal nulla all'essere – ti ringrazio di avermi fatto cristiano così da scoprire che "la tua grazia vale più della vita".

Veramente di più. E mille e mille grazie quotidiane mi ubriacano di stupore.

Ringraziare del resto significa predisporsi a ricevere altre grazie. Così mi è stato insegnato. Saggezza e grandezza del decimo lebbroso: ringraziare…

Ma – a questo proposito – un giorno è accaduto un fatto strano. La Regina del Cielo in persona è venuta fra noi, c'è da trent'anni, un fatto mai visto in duemila anni di cristianità.

E' venuta – a Medjugorije – letteralmente per salvarci, nella nostra sorte terrena ed eterna.

Questa splendida Regina, altissima e meravigliosa, viene tra noi ogni giorno ed ecco che ogni giorno – da trent'anni – ringrazia di averla accolta e ascoltata.

Proprio così dice: "grazie di aver risposto alla mia chiamata". Alla fine di ogni suo messaggio esprime col sorriso questa sua gratitudine. Sempre.

Ogni giorno, da trent'anni.

Viene con questa sublime gentilezza, con questa bontà d'animo, con questa grazia che farebbe piangere di gioia se solo ci soffermassimo a pensare.

Che vorrà dire? Forse che lei è il "grazie" di Dio a noi. Il "grazie" del Creatore, che è tutto, alla creatura che è nulla. Ma un nulla che Lui ama follemente. Grazie perché ci lasciamo amare e salvare.

La stessa gentilezza per cui, a Lourdes, 150 anni fa, dando del "voi" a Bernadette, a cui tutti davano del "tu", le chiese se poteva farle la gentilezza di tornare lì, alla grotta di Massabielle nel giorno da lei indicato.

Le chiese questo favore. Lei, la Regina del cielo e della terra. Il favore – quasi, si direbbe – si essere ricevuta da quella fanciulla povera, malaticcia, disprezzata da tutti.

Lei, la grande Regina, che era venuta dal cielo per apparire in una fangosa grotta usata di solito per ricoverare pecore o maiali.

Lei che era scesa in questa lurida grotta. Perché Lui, che era il Creatore del mondo, era voluto nascere in un'altrettanto lurida grotta.

Lei che è "madre d'ogni nuova grazia/ che ora scende sulla nostra razza".

Come recita un'altra bellissima lirica di Hopkins intitolata: "The blessed Virgin compared to the air we breathe". Ovvero: La Beata Vergine paragonata all'aria che respiriamo.

Da cui voglio prendere solo pochi versi:

"colei che

ha solo questo compito –

far trasparire tutta la gloria di Dio,

la gloria di Dio che l'attraversa

e da lei s'effonde,

solo così e non per altra via.

Dico che siamo avvolti

dalla misericordia tutt'attorno

come dall'aria: questa

è Maria".

Madre di tutte le grazie e volto luminoso di ogni "grazie".

Antonio Socci

 Da "Tempi", dicembre 2011

lunedì 19 dicembre 2011


Eccomi, carissimi amici,

                 rispondo al vostro desiderio di ricevere un 'pensiero  del cuore' per i tempi forti. E' nato nella preghiera, nella  'cappella delle Nozze', qui all'Eremo di Lecceto. Questo luogo è in festa con i molti angeli che sono stati tirati fuori da tutti gli armadi della sacrestia e attendono il sorriso del Bambino delle Piccole Sorelle che ancora sta nascosto. Presto arriverà anche Lui, uscirà dalla  Sua decorosa Custodia per dare benedizione e pace: il Principe della Pace!

Quest'anno avverto  vi lancio un invito a 'teatro'!

 

Non chiedi altro,

Piccolo e Purissimo Bambino…

una briciola di accoglienza:

un luogo semplice dove posarTi,

un cuore con un poco d'affetto per Te.

In un tempo di complessità affannosa,

di manovra finanziaria,

il Tuo Annuncio di Gioia rimane stabile.

Cerchi semplicità,

perché ai piccoli riveli il Grande.

Ami scendere nella miseria,

sei Luce nella Notte,

desideri ridare al cuore limpida intenzione,

quindi visione dell'Essenziale.

 

Caro Gesù, alcuni nostri fratelli

sembrano passarci l'idea certa

che l'uomo oggi desidera poco…

Visto che ci avviciniamo al Tuo 'compleanno',

carissimo Gesù Bambino,

 

Tu ce l'hai un desiderio?

 

Piccolo di Betlemme,

Grande Figlio della Bellissima Donna,

il tuo invito è sempre lo stesso e,

in questo Natale,

in cui siamo costretti a fare due conti

per i nostri ingordi banchetti,

il Tuo desiderio è farci sedere a mensa con Te,

per passare a servirci,

disponibili al Tuo disegno di infinito Amore.

 

 

Ma dove e come accade questo?

Dov'è questa Tua Mensa felice?

Ecco la locandina, porta questo titolo:

Quello che avrete fatto

ad uno solo

di questi piccoli lo avrete fatto a Me!

Il Regista sei Tu,

ma gli attori siamo noi.

Vogliamo un bel pubblico, Gesù,

partiamo subito,

dacci occhi per intercettare i tuoi passi!

Buon compleanno Gesù,

andiamo a cercare i Tuoi piccoli da onorare

Attendici, arriviamo,

dacci ancora una possibilità per entrare

nella semplicità, con l'abito nuziale, alla Tua festa.

 

Insieme in questa corsa, Santo Natale del Signore Gesù e Felice Nuovo anno nella Novità del Veniente, a tutti voi, carissimi cercatori del Volto di Dio.

SrMariaCristina

 

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